PRESENTAZIONE

Abbiamo già conosciuto la 508 nel post dedicato alla prova su strada della versione entry-level, equipaggiata con il più piccolo 1.6 HDI ed in allestimento Access. Riprendiamo dunque qui qualche sintetica osservazione.
La 508 inaugura il nuovo corso stilistico di Peugeot, che rappresenta un riuscito mix tra eleganza, sobrietà ed aggressività. Questi elementi li ritroviamo nel frontale, che perde la precedente imponente “bocca”, in luogo di una più discreta mascherina trapezoidale, nelle fiancate, dalle linee pulite e levigate e nel posteriore, caratterizzato da moderni gruppi ottici a led.

MOTORE

La propulsione è affidata ad un 2 litri turbodiesel che dispone di 163cv di potenza massima a 3750 rpm e di 340 Nm di coppia massima a 2000 rpm. Bastano pochi chilometri per capire subito il suo carattere: punta al massimo sull’omogeneità e sulla rotondità di funzionamento. Si riprende infatti velocità senza alcuna esitazione già a partire da bassi regimi, con una risposta sempre corposa ed incisiva. Queste sue peculiarità rimangono sostanzialmente inalterate su gran parte del range di giri utile, senza che emergano particolari spigolosità nell’erogazione. Troviamo una piccola debolezza solo nella zona alta del contagiri, dove la spinta inizia sensibilmente a calare. Poco male direi, dato che, nel caso di un motore Diesel, parliamo di una zona di secondario interesse.
Buoni riscontri arrivano anche dal fronte consumi che si attestano in città sui 12 km/l, in autostrada sui 15 km/l e in extraurbano sui 16 km/l.

SU STRADA

Se da un lato la voce “comfort” è stata ridimensionata, quando invece in passato era un elemento che padroneggiava sugli altri, dall’altro è il comportamento dinamico ad avere compiuto un bel passo in avanti. Il corpo vettura rimane infatti molto composto, con un rollio ed un beccheggio ben contenuti, a tutto vantaggio del piacere di guida. Risulta poi piuttosto rapido e preciso l’ingresso curva, mentre in uscita si apprezza il limitato sottosterzo.

COMFORT

Le sospensioni assorbono nel complesso bene le irregolarità del terreno, con risposte mai troppo “secche”anche in corrispondenza delle asperità più pronunciate.
Risulta poi molto buono anche il comfort acustico: la “voce” del propulsore è sempre ben filtrata come pure i fruscii aerodinamici ed il rumore di rotolamento degli pneumatici.
Tutte queste peculiarità, sommate tra di loro, fanno sì che la 508 si dimostri una validissima stradista, specie nei lunghi tragitti autostradali.

INTERNI

Una volta a bordo emerge la cura che è stata riservata alla realizzazione dell’abitacolo, in termini di materiali, assemblaggi e finiture. Gradevole poi il design, moderno ed elegante.
L’allestimento “Ciel Business”, pensato per la clientela corporate che vede nell’auto uno strumento di lavoro, si arricchisce di un’unità di infotainment con display a colori da 7 pollici, navigatore satellitare e sistema di connessione bluetooth. Si gestisce attraverso i due blocchi di comandi posti sul tunnel centrale, tra il cambio ed il bracciolo anteriore, e sulla console. In alternativa si possono utilizzare i comandi al volante. Nell’utilizzo risulta facile ed intuitivo, ma non particolarmente immediato, proprio per l’eccessiva numerosità dei pulsanti.
Nota a parte merita il tetto panoramico, di serie anch’esso in questo allestimento, che impreziosisce la già piacevole atmosfera interna. E’ provvisto di una tendina che può essere aperta o chiusa elettricamente.

STERZO

Il comando trasmette un feeling discreto: è piuttosto diretto e dal buon carico, ma pecca un po’ in precisione. Poco male in città ed in manovra, più evidente invece nell’uso più sportiveggiante.

CAMBIO

Di serie è previsto un cambio manuale a 6 rapporti, dagli innesti precisi e rapidi. La gradevolezza di utilizzo rimane anche nell’uso più grintoso, grazie all’assenza di impuntamenti. Volendo cercare il pelo nell’uovo, la corsa della leva avrebbe potuto essere un po’ più corta.